Recensione: Il ragazzo che fuggiva dai sogni di Giulio Piras

Buongiorno lettori e bentornati sul mio blog, oggi vi parlerò de “Il ragazzo che fuggiva dai sogni” di Giulio Piras.

Questa recensione non sarà una delle mie solite lunghe recensioni, perché non c’è un qualcosa di specifico da raccontare ma delle emozioni e sensazioni che si possono vivere solo attraverso la lettura delle poesie.

Ringrazio l’autore e la casa editrice per la copia e la collaborazione.

Titolo: Il ragazzo che fuggiva dai sogni
Autore: Giulio Piras
Casa editrice: Giovane Holden Edizioni
Genere: Poesie
Pagine: 96
Prezzo: 12,00 €

Trama: “Il ragazzo che fuggiva dai sogni” è il racconto di un viaggio interiore attraverso luoghi reali esplorati attraverso l’immaginazione del protagonista-narratore, in un dualismo che vede nel narratore la figura del ragazzo e del giovane uomo più maturo e consapevole; il primo si esprime in versi liberi, il secondo in prosa. Il libro, suddiviso in quattro grandi sezioni, fa viaggiare il lettore attraverso lo spazio e il tempo anche al di là della semplice prospettiva autobiografica poiché risiede proprio in questo il potere dei sogni. Il termine sogno coinvolge il protagonista nel senso più lato del termine in un caleidoscopio di luoghi, immagini, colori, situazioni narrative o poetiche che permettono di incontrare personaggi storicamente vissuti o inventati: la ragazza dai capelli rossi è il punto di snodo di tutto il racconto, il ponte tra la poesia e la prosa, tra il reale e il fantastico; essa incarna l’amore. Nella prima parte il protagonista subisce in senso positivo e negativo le varie esperienze senza la minima consapevolezza, con un costante senso di malinconia romantica unico sentimento attraverso il quale sa esprimere se stesso e l’amore che ritiene un dono inestimabile e irraggiungibile, lontano e bellissimo come un tramonto sul mare. Nella seconda si dà spazio alla sensibilità orientale con la quale il protagonista affronta il suo presente e rivive alcuni ricordi. Nella terza si parla di dolore, solitudine e amore perduto. Nell’ultima l’animo del viaggiatore si riappacifica con se stesso e con il sentimento dell’amore. Giulio Piras approccia in termini non convenzionali il genere classico del prosimetro e affresca uno stato relazionale che coinvolge gran parte dei giovani del nostro tempo: in fuga da se stessi, in fuga dagli altri, in fuga dai paesi e dai continenti, in fuga e basta alla ricerca di un luogo dove trovare pace e potersi esprimere.

Recensione: Qualche giorno fa ho terminato “Il ragazzo che fuggiva dai sogni” di Giulio Piras, ovvero un libricino con meno di cento pagine suddiviso in quattro parti. Ogni sezione di questa raccolta ha un tema differente ma sono tutti collegati da un unica figura ossia “La ragazza dai capelli rossi”, colei che incarna l’amore. Questa raccolta rappresenta una sorta di viaggio che vive il protagonista esplorando posti nuovi e reali con un mix di forti emozioni e sensazioni che lo faranno riflettere a lungo. Nel libro, i versi liberi vengono alternati alla prosa in una sorta di dualismo. Le poesie sono narrate da un ragazzo più inconsapevole mentre la prosa da un giovane uomo più maturo.

Una cosa molto carina, a parer mio, è stata l’idea dell’autore di proporci, durante la lettura, dei brani da ascoltare in determinati momenti. La musica non riveste un ruolo solo su questo punto di vista ma anche durante la lettura perché è un elemento presente nelle poesie.

Ho finito questo libro davvero in pochissimo tempo, per essere precisi nemmeno in un pomeriggio data la lunghezza e il ritmo incalzante. Le mie parti preferite sono state sicuramente: quella dall’impronta orientale e la parte finale del libro.

Non ho mai letto qualcosa impostato in questo modo così alternativo, ma devo ammettere che si è rivelato una piacevole lettura. Le poesie sono particolari e mi ha colpito molto il ruolo che “il sogno” riveste tra le pagine di queste parole e sensazioni.

Se volete passare qualche ora immersi tra poesie ed emozioni questa raccolta fa per voi!

Voto: 3/5⭐

Alla prossima,
Fede

 

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